Lauro Rosa

Lauro Rosa

Rosa Lauro

Lauro Rosa, pittrice. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Lecce, insegna presso la scuola media San

Francesco d’Assisi di Francavilla Fontana (Br), paese in cui vive e lavora. Ha partecipato a varie collettive a Firenze, Ferrara, Milano, etc. Ha ottenuto vari riconoscimenti ed è risultata finalista alla Rassegna il Calcio 1989-90 presso il Touring Club. il profondo amore per le stradine in cui vive si rispecchia nelle sue opere, facendone una pura espressione di carica emotiva e poetica. Artista poliedrica, Rosa Lauro è incline anche alla natura morta e al ritratto, sua attività d’elezione, nella cui immagine ama rappresentare il segreto animo del personaggio.


Di fronte alle opere di Rosa Lauro citare Piet Mondrian è d’obbligo. Mettiamo dieci artisti a dipingere lo stesso albero e avremo dieci alberi diversi.

Lauro Rosa
Lauro Rosa (autoritratto)

Questa “unicità” espressiva è la chiave di lettura con cui occorre avvicinarsi alle opere pregne d’impressione-espressione che Rosa Lauro realizza, attingendo ad una carica gestuale chiaramente interiore che le scoppia tra le mani e sulla tela con una forza che possiamo definire freudianamente come tecniche dell’es. Esprimere, espungere, esperire, estrarre, esternare, e via continuando sulla strada del sentire dentro il desiderio antico di riportare sulla tela la magia della realtà, secondo e per tramite (ed ecco il citato Mondrian) la propria cultura e le proprie emozioni.

Le coniugazioni dell’es. di Rosa Lauro sono usate tutte in un tempo passato futuro, singolarissimo, in quanto, contiene le segnazioni consunte di ambienti che appartengono alla memoria collettiva di una geografia (letteralmente: segno della terra) ormai superata ma che la pittrice rivisita con mezzi grafici e di colore estremamente “moderni”, se è vero che per moderno s’intende l’interpretazione più vera e più essenziale di una immagine, che deve sopravvivere al tempo e alle intemperie non solo metereologiche.

Il riferimento alla solarità del bianco, per esempio, della descrizione dei trulli, in Rosa Lauro è uno degli elementi determinanti alla lettura i questa gestione a segni e a macchie del paesaggio.

Così come necessaria è la citazione espressionista della ritrattistica, dove i somatismi rimangono miracolosamente verosimili, pur lavorando la pittrice con una gestualità forte e incidente.

Siamo evidentemente di fronte ad un caso pittorico che fuoriesce dai canoni compositivi standard, cioè il passaggio per il paesaggio, ma che coinvolge il nostro modo di vedere il circostante attraverso quella geografia poetica che ci portiamo dentro e che ci consente di “somatizzare” un paesaggio in dipendenza del nostro Humus culturale, per cui quella tale città, quel tale paese, quel tale territorio ci saranno graditi e ci sembreranno “belli”, non perché sono oggettivamente belli ma in quanto è il nostro portato emozionale a renderli tali.

Una volta di più, la teoria di Piet Mondrian, viene confermata con i colori e i segni di Rosa Lauro, che con questo suo rivisitare luoghi e personaggi, ci aiuta ad allargare le maglie del paesaggio visto per raggiungere le radure difficili del paesaggio sentito.

Donato Conenna
Direttore rivista d’arte
“D&D” – Dipingere & Disegnare

Rosa Lauro
Scrigno di vere emozioni

“Ma l’artista incline al ritratto, anche se dipinge paesaggi e natura morta. Congeniale pare essere anche questo tendere del suo animo ad interpretare quello degli altri, scendere nel profondo, come quando dipinge una serie di testine di bimbi, sorridenti, scherzosi, dubbiosi, ma vitali.

Sennonché, tra ritratti incisivi e significanti a noi piace quello della giovinetta in blu, dal bavero luminoso, fermato il volto nel segno espressionista nella fissità dello sguardo e dalle labbra ermeticamente serrate, come un sogno nello scrigno”.

Antonio Miccoli